Sirius's profileFELPATO: IL RE DEI LADRIPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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FELPATO: IL RE DEI LADRI...Welcome To A Smiling Nightmare...
January 18 Goodbay My Dear...Probabilmente è l’ultimo post di questo blog e quindi volevo dargli un degno saluto. Non mi è mai importato molto di attirare qui gente,non sento affatto la necessità di essere una calamita umana. L’ho creato con l’intento di condividere i momenti di gioia e velenosi con il mondo intero. Per pura e semplice megalomania o nel tentativo di trovare qualcuno che condivida le mie idee. Grazie al fato ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere gente meravigliosa,è solo grazie a questo fallito blog. Per questo sarà sempre con gratitudine che guarderò a questo spazio e lo lascerò così,affinché niente vada perduto e perché sarebbe come rimpiangere di averlo aperto. È tanto che non scrivo ai miei fantasmi perciò è logico che non loro non sappiano come si sono messe le cose ultimamente. Ho deciso di non farmi sfiorare da troppi sentimenti negativi,ormai li accetto come se fosse la natura,ma invece mi emoziono per ogni singolo momento bello. Dimentico tutto il resto perché non mi serve a niente ricordare. Di rimpianti non ho,altrimenti non darei senso a tutto ciò che ho fatto fino ad ora e alle mie scelte. Non mi interessa più moltissimo il mio futuro,nel senso che preferisco vivere nel qui e ora. Le cose vadano come devono andare. Mentre scrivo queste parole sto bruciando di rabbia,perché la mia sopportazione sta venendo seriamente messa a dura a prova. Sento l’incredibile e bisognoso desiderio di fuggire. Voglio andare via perché la furia si scateni altrove. Non desidero più sentirmi così ma non posso neanche cambiare le cose da un giorno all’altro. Dire che mi sento incompreso è un affermazione insignificante,perché non ha senso. Non manca la comprensione qui e solo che ci si aspetta sempre di più. Beh fanculo! Anche io vorrei che le cose fossero diverse,ma non lo faccio pesare a nessuno a parte me.
Sono spazzatura lo so bene,ma anche l’immondizia se riciclata può trasformarsi in un materiale e oggetto nobile. Non commetterò più gli stessi errori,non smetterò di farne di nuovi. Ma non mi arrendo,ne ora ne mai. Dopo vent’anni di vita vissuta mi sento di condividere una sola cosa con il mondo: FOTTETEVENE!
Nessuno merita le vostre lacrime,non abbiate rimpianti e sorridete,uno su sette miliardi lo troverà la cosa più speciale del mondo. October 06 Trip lungo una vitaE’ un periodo un po’ strano…eh già…si riscoprono tante cose: amori,sapori,gioie e purtroppo dolori,parole,gesti e melodie,tante melodie. Un mix tropicale di cose passate presenti e future. E la musica è il sottofondo ideale è probabilmente il primo bisogno non fisiologico dell’uomo. E c’è un nuovo mondo in cui vivere,un mondo che sembra più cattivo. Più arrabbiato. In che senso gira la terra? Io non lo so ma a quanto pare noi andiamo al contrario. I bambini nascono già grandi e piano piano diventano giovani e questo in fin dei conti è anche positivo,ma non c’è più pace. Forse è semplice retorica ma ci sono troppe divisioni Troppo razzismo Troppa violenza Troppa emarginazione Troppa differenza tra le persone Troppa rabbia Eppure la vita è bella,sarebbe bella se decidessimo di viverla come è giusto che sia. E invece si ci pensa su continuamente,si ricerca un senso alla vita senza sapere che il senso è la vita stessa. Che ragione c’è nel mangiare? Che si ha fame,e che ragione c’è nell’avere fame? Niente. L’uomo è una macchina perfetta ed è proprio questo il suo difetto,essendo più avanzato di tutti i suoi circuiti sono estremamente complessi,ma basta che uno vada in tilt e boom. Kaboom! Io mi discosto. Non sono un politico,non sono un cantante,non sono un filosofo,non sono musicista. Sono semplicemente me stesso,un essere umano che se la prende comoda nel fare le cose. Non ho fretta di andare avanti. Non so nemmeno se andrò mai avanti. Non credo che arriverò ai 40. Non mi ci vedo proprio a 40 anni. Come potrei mai essere…boh chi ci ha mai pensato. Sto crescendo,sto imparando. La vita è bella lo dice pure Benigni e io penso positivo. C’è un bel casino del mio cuore o nello stomaco o in quello che è. Ma è così che mi piace…un mix,un miscuglio,un frullato di pensieri e parole,di note e suoni,di filosofie e culture. E non voglio rinunciare a nessuno pezzo di essi. Il mondo è il mio paese e io amo al mio paese. Non lo combatto e nemmeno lo difendo. Lo amo e lo curo. Il mio mondo è bello perché la vita mi piace. Respirare mi piace. Giocare mi piace. E si va avanti per sempre in circolo. Il deserto alberga nel mio cuore come una casa lontano e antica. E lo stesso il mare che è la mia destinazione. Nel frattempo vago. Alla ricerca del niente,del vuoto assoluto e della pace. Un caleidoscopio di colori senza senso che si uniscono e si separano con un ritmo vario e cangiante. C’è più di quel che si crede in una persona. Più di quel che si è in se stessi. Siamo animali che parlano e camminano. Ma non siamo ancora l’evoluzione migliore,quella perfetta e divina. Eppure abbiamo Dio dentro di noi,siamo Dio. Perché Dio non è in cielo. Il cielo è la casa dei nostri sogni,quel Dio lì è solo un sogno. Quello vero è costituito dai nostri muscoli,dalle nostre battaglie e dai nostri sorrisi,da nostro volere. E tutto avviene predestinatamene a caso. Che senso ha tutto questo? Niente. Ma è proprio il niente che da spiegazione al tutto. August 14 Diario di bordo del Capitano #2Ostinazione e debolezze: la fuga verso un rifugio. - Uunan and the stone storage room. Oggi ti scriverò poco. Mi manca persino la forza per stringere la penna. Non mangio un pasto decente da diversi mesi e non riesco a trovare bene la mia rotta. Procedo alla deriva ormai. Passo il mio tempo a tormentarmi la barba raggomitolato a prua. Non c’è tristezza nei miei occhi però e anzi dentro provo un moto di rabbia e ostinazione che sembrano gridarmi di andare avanti e avanti finchè ci riuscirò. Non so da dove trovi questa forza. Forse sto prendendo esempio da coloro che aspettano il mio ritorno in porto. Persone speciali che sono entratr nella mia vita con forza dirompente scalzando gli altri come pedoni falciati dalle torri. Anche pedoni che credevo troppo importanti da sacrificare. Ma un pedone alla fine è solo un pedone. Potrà anche avere il suo momento di gloria ma la sua funzione è al 90% quella di sacrificarsi. Mi sto caricando sulle spalle tutta la mia determinazione. La accumulo e accumulo cercando di ignorare le fitte di solitudine che tempestano i miei momenti migliori. Non ho tempo per piangermi addosso. Sono in fuga. Hanno provato a catturarmi e un paio di volte sono riuscito a districarmi dalle reti appena in tempo. Sanno come fare il loro lavoro questi dannati. Ma io in prigione non ci andrò mai. Vivo solo per il mio sogno. Per la mia piccola speranza. Per la voglia di vedermi arrivare laggiù. Ho solo paura di perdere me stesso in questo viaggio. L’equipaggio fino a questo momento è limitato a me stesso. Speravo di trovare persone abbastanza forti da avere la mia stessa ambizione. Ma forse è perché non sono ancora abbastanza forte. Basta guardarmi. E guardarmi non mi fa mai bene. Mette in luce subito tutti i miei punti deboli. Ma sto cercando di farmi forza quando posso. Stringo i denti e vado avanti finchè non cado. Mentirei se ti dicessi che non ho paura ma faccio finta di niente. Ignoro i miei cedimenti. Dopo tutto ferisce più la spada. Ps: Ho realizzato il mio vessillo. Credo sia l'unica vera dimostrazione della mia forza fino a questo momento. Sbandierare le mie idea con orgoglio. July 29 Diario di bordo del Capitano #1Riflessioni dalla partenza: un tuffo nel passato per procedere al futuro - A pocket full of stars Sono passati parecchi anni da quando sono salpato. Ho messo parecchio mare fra me e quel porto ormai. Ho provato a far finta di non alcun momento di sconforto. E mi è venuta l’idea di tenere questo diario per te. Perché forse un giorno vorrai sapere che fine ho fatto. Ora sono finito su delle secche. Non sono molto lontano dalla costa spagnola. La mia piccola imbarcazione sembra non volersene uscire da questi scogli,allora ho fatto alcune escursioni sulla riva vicina. Ho trovato una piccola insenatura facilmente raggiungibile a nuoto e ho trovato questo piccolo libro vuoto. Sai fin troppe volte mi sono dipinto come un eroe in rimonta. Mi piaceva l’idea. Mi piaceva pensare che fosse davvero così. Per questo un rapporto reale della mia situazione è difficile da stilare. Ma quando sono qui. Fermo ad aspettare il lento scorrere del tempo,con la solita musica anche se stupenda,è molto più facile cedere all’ottimismo e scoprire quindi come stanno davvero le cose. Tra un canto Masaai è l’altro vedo il cielo ridere di me e questo mare quasi provare compassione per suo figlio,detto ciò il resto non è molto difficile da immaginare. Mi sono trovato da solo ad un certo punto della mia vita e da quel momento tutto ciò che capita sembra voler costringermi a non lasciare la strada tracciata. Lasciando dietro di me una scia di sangue e lacrime non sgorgate,mista al salato oceano. Vorrei poter dire di provare sofferenza ma non sarebbe vero. Soffre chi a fine giornata non ha la possibilità di mettere i denti su qualcosa di sostanzioso. Soffre chi ha una malattia incurabile. Io. Soffro della mia condizione. E non è una vera sofferenza. I deboli si nascondo dietro questo nome per coprire la loro inutilità. Ed io sarò anche inutile ma non sono mai stato un debole. Quando dico che non ricordo niente di alcune cose del passato non è tecnicamente vero. Nel senso che se ci provassi a ricordare molto probabilmente mi verrebbero in mente. Ma io ho scelto qualche anno fa di cancellare quella parte della mia vita e non ne voglio ricordare nemmeno un pezzetto. Forse per non sentire nostalgia,forse perché mi faceva schifo. Forse perché è inutile. Ti lascio immaginare gli sguardi poco comprensivi e di finto stupore a nascondere l’indignazione. Eppure io non torno indietro. Vado solo avanti o resto fermo. E sono fermo da parecchio. E non mi voglio ricordare di prima. Sopporterò gli sguardi orripilanti di chi è capitato al mio fianco in quegli anni. Ma non è il momento per dilungarsi nel passato. Dopo tutto sono solo. Non mi scalfisce la loro rabbia. Perché è della mia che devo aver timore. Dei miei difetti. Che sono ben lungi dal limitarsi ad una presunta smemorabilità. Mi devo preoccupare del fatto che il mio ghigno è più un motivo di orgoglio che di reale menefreghismo. E dico tutto questo nella speranza che ammettendolo riesca a convincermi che c’è qualcosa che evidentemente non funziona. E soprattutto che mi faccia reagire. Perché per un soldato del veld,o meglio,per un pirata dei sette mari è importante non restare mai fermi. Altrimenti ti infilzano. Altrimenti ti catturano. Continuare a navigare è il segreto. Ma così facendo si rischia di far perdere le proprie tracce. E trovare un ciurma che mi segua sembra una missione impossibile. Se questa è una malattia incurabile allora sto soffrendo anche io.
Ps: Ho ricavato un pezzo di stoffa da una tela lacera,ne vorrei fare una bandiera sulla quale fondare il mio credo e iniziare una vita nuova. Spero venga bene. July 22 Pointed The Way BackTanta misticità nell’aria. E la causa di tutto questo non è il mare. Splendido nella sua indifferenza. Ma solo due melodie. Due melodie speciali. Che nessuno potrà mai considerare quanto il ragazzo seduto sulla riva perso nella contemplazione delle onde. Non so perché quando parlo mi esce solo un mormorio debole,come se fosse spaventato da qualcosa.
S…ehi…dai,tranquillo. Non ti preoccupare. Sono cose che capitano no? Ti puoi rifare. Non gettiamo la spugna. A: … S: e dai. Che cosa risolvi seduto qui. Così a guardare il mare. Lui non può aiutarti adesso. A: …
Beh in certi momenti le parole non escono. Allora il silenzio può essere molto più comunicativo. Lui è fatto così. Spesso non parla affatto. Ma mi basta un occhiata al suo sguardo. A come sbatte le palpebre e alla determinata fissità con la quale osserva un punto lontano. Anche se a volte è irraggiungibile anche per me. E allora aspetto. Perché lo rispetto.
A: Ho riconquistato il suo favore. S: Come? A: Lo avevo perso * indica le onde* ma sono riuscito a farmi perdonare. Per la verità mi ha accolto a braccia aperte. Come se non aspettasse altro. Mi ha dato qualche schiaffo giusto per ricordarmi che con lui non si scherza. Eppure mi ha perdonato. Ero lì. Avvolto dal suo abbraccio. E tutto ciò che sentivo. Tutto ciò di cui avevo bisogno era musica. Della sua musica. Non mi preoccupo per quello Sir. Non è quello che mi disturba adesso. È questa…solitudine. Mi guardo in giro e vedo persone felici e in compagnia. Mi chiedo dove sbagli. Forse sono troppo snob. Eppure non ho pregiudizi su nessuno. Forse sono troppo duro. E questo potrebbe essermi di intralcio. Forse è il mio destino. Non piaccio e basta. Ma mi piacerebbe provare la sensazione di essere amati. Coccolati. E questo che ha fatto. Mi ha accolto come un figlio e mi ha coccolato piano. La grande Eatlon. È grande davvero. Ma di un'altra madre tuttavia non ho bisogno. Lei mi ama e io la amo. Eppure quando sono qui. Ad un passo dal suo profondo amore. Sono solo. Mi piace stare qui. Solo. Ad osservare e pensare. Penso di dover morire e poi risorge nuovo. Diverso nell’aspetto soprattutto. E questo influenza ciò che è dentro. Sicurezza,fierezza,soddisfazione. Lei è tutto questo ed io sono suo figlio. Eppure sento che è diverso. È come se chiedessi troppo. Una sfida troppo grande ma non impossibile. Sto crescendo. Lei me lo dice. Sto sbocciando. Tardi forse,ma ne io ne lei abbiamo fretta. Mi dice che sto diventando un uomo. Mi dice che le mie ali sono troppo piccole per il mio corpo. Devo trovarmi delle ali più grandi. E nel frattempo,sto qui.
E sta lì. Con l’invisibile parte di me celata nel suo cuore. Le braccia incrociate sulle ginocchia. Perso e sfinito,eppure la musica lo tiene su. Quel tanto che gli permette di reggersi. E io lo abbraccio con l’amara sensazione che sta perdendo qualcosa. Con la paura che resti lì,immobile come pietra,per sempre. July 11 Let's Get It To Rummmmmmmmmmble!A:Eccoci pronti Sir. Armi e bagagli. Spero che questa volta vada meglio. Ti giuro che mi sento veramente stanco. Ma ho riflettuto su quello che hai detto e beh scappare senza rischiare non porta comunque da nessuna parte. Adesso non ho niente da perdere no? Tutto da guadagnare. Ho paura come puoi immaginare,ma paura di che poi? Sono grande e grosso li stenderò tutti. Quello che mi darebbe fastidio e tornare al punto di partenza,è da un po’ che vorrei andare avanti ma sto solo tornando indietro. Farà parte del mio destino. Non credo più in Dio Sir. Non in quello dei cristiani,ma nemmeno quello degli ebrei e dei musulmani. Mi sembra più logico che ci si reincarni. Il corpo diventa cenere e parte del tutto e dal tutto nasce nuova vita no? Diventerò cenere Sir. Un grnade ammasso di cenere che si aggiunge ad altra cenere. E ricorderò le notti sdraiato sulla panchina. Quelle più istruttive che mi spogliavano delle mia corazza per guardare dentro. E continuerò a lottare,lottare,lottare. Finchè non crollerò stanco morto. E sono già tanto stanco Sir. S: Dai su che tutto andrà bene. Non c’è ragione di preoccuparsi. Vada come vada. Nel frattempo ti terrò compagnia io finchè non passerà e anche dopo ovviamente. Non ti lascerò più a te stesso. A l’altro te stesso. Che non mi piace affatto. Se ti porterò ad una fine più breve scusami ma di sicuro non avrei alcun tipo di rimorso per quanto riguarda ciò che farai della tua vita. Sbagliando si impara. E tu stai ancora imparando. Ne hai di strada da fare. Ma ogni passo è un metro in menoJuly 09 Here comes the BoomSe stasera vi capitasse dare uno sguardo in quella finestra,di quel paesino,di quella casa gialla dell'altra volta. Trovereste la stessa situazione della precedente. Ma se possibile è in parte peggio. Perchè la piccola figura rannicchiata nell'angolo lì,a coprirsi con la coperta in questa calda sera sta rileggiendo lo stesso libro dell'altra volta. Ma se prima ne traeva coraggio e speranza,adesso rilegge la stessa pagina senza rendersene conto. Patetico vero? Ma dovete per una volta concedergli una attenuante. Non si è mai trovato ad affrontare cose simili. Tuttavia non è sufficente per cosentirgli di non reagire. Ma con un paio di ritocchi dovrebbe tornare a posto. A: Sir. S: Dimmi. A: Sir…ho paura. S: Chi non ne ha? A: Mi sta ritorando. Credevo…pensavo di averla superata. Ma non ci riesco. Ho troppa paura. E se quel muro e troppo duro da buttare giù? Non resisterei ad altro dolore. E poi non ho neanche l’energia. Sono così stanco. S: … A: Che c’è? Perché non dici niente? S: Perché non credevo di avere a che fare con un codardo. Tu e la tua mania di fuggire. Sempre. Se una cosa è troppo in altro per il piccolo Alex allora non c’è niente da fare. Meglio scappare no? Vigliacco! A: Non chiamarmi codardo Sir! Io scappo perché non sono pronto va bene? Non ho la forza giusta ancora. Un giorno l’avrò e.. S: Ma quando? Ma stai zitto. Se vuoi fare la vittima ti conviene non dire niente. O far finta di fare il duro mentre in realtà tremi da cima a fondo. E invece. Stai tremando? No. E sai perché? Perché ce l’hai l’energia. L'energia non ti manca di certo. Hai solo il terrore di dover affrontare il mondo da un pò più in basso se dovessi cadere. Si anche io non ce la faccio più ad assaggiare la polvere. Ma io sono morto. Morto piuttosto che tirarmi indietro. E stare accucciato a casa.E' troppo facile capisci. Fare la parte del gradasso senza paura se quando te ne si presenta una non la affronti. Ma ti darò una possibilità. Una soltanto. L'ulitma. Sarà meglio per te darti da fare. Se oggi è troppo tardi,ma non lo è mai,almeno da domani. Oppure... Non starò qui a coprirti le spalle un altra volta. |
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